AUTOBIOGRAFIA: SIAMO GLI EROI DELLA NOSTRA STORIA

La prima domanda che rivolgo a chi mi chiede di scrivere la propria autobiografia o che desidera avventurarsi egli stesso nella stesura è “PERCHÉ?”.

Potrebbe sembrare scontata la risposta, in fondo tutti noi aneliamo a lasciare una traccia di questo nostro viaggio sulla terra, un’eredità di memorie, somma di esperienze e pensieri che possano arricchire le vite di chi lasciamo dietro di noi, come se quel libro potesse regalarci il dono dell’immortalità spirituale, per non essere dimenticati.

In realtà, c’è sempre un momento della nostra vita che ci stravolge la prospettiva, quel passaggio stretto oltre cui ci ritroviamo in una caverna oscura dove non esiste senso o una luce verso una salvifica via d’uscita.

Ed è qui che ci giochiamo l’esistenza: morire o rinascere.

Quasi tutte le persone che si avvicinano a me per un progetto autobiografico hanno un vissuto per certi versi scabroso, dolori difficili da attraversare e che hanno scavato nell’animo ferite profonde.

Può la riscrittura della propria storia guarire le ferite?

La guarigione da un passato è un percorso di rinascita che non può prescindere da una consapevolezza rinnovata di chi siamo stati ieri, per disegnare la verità di chi siamo oggi e quale storia scriveremo domani.

Inoltre, nel percorso autobiografico di trascrizione e trasformazione del proprio vissuto, ci si rende subito conto che il dolore non va via, ma acquista una valenza nuova, di riscoperta e crescita personale.

Noi tutti siamo un insieme di passi, orme tracciate in cui abbiamo investito sogni, emozioni, bisogno di realizzare il meglio delle persone che siamo, ma spesso quei passi perdono la direzione, ci scopriamo fragili, caduti a terra e incapaci di rialzare lo sguardo.

E allora non possiamo far altro che ripercorrere quelle strade e la narrazione di sé ci offre una visuale che forse non abbiamo mai preso in considerazione: la nostra vita è quel viaggio dell’eroe di cui scrittori di ogni epoca ci hanno tramandato, tra miti e romanzi, la struttura narrativa.

Christopher Vogler, nel suo libro “Il viaggio dell’eroe”, non ha desiderato solo creare un manuale o, meglio, una Bibbia sacra per chi si approccia alla scrittura creativa di un testo narrativo, ma ha definito tutti quegli archetipi e simboli che sono alla fonte della nostra personale ricerca interiore.

Le domande che ogni scrittore si pone, quando inizia a comporre la struttura di un romanzo non sono differenti dalle domande esistenziali che ci poniamo noi stessi, quando ripercorriamo la nostra storia, fino a prendere coscienza che esiste una radice comune da cui traggono origine tutte le storie, vissute o immaginate.

IL MIO VIAGGIO: QUANDO TORNI, NIENTE SARÀ MAI PIÙ COME PRIMA

La prima volta che lessi “Il viaggio dell’eroe”, durante il mio percorso di formazione come Ghostwriter, fu come rileggere la mia storia, ne rimasi folgorata.

Fui consapevole che, se avessi desiderato sul serio vivere di questo mestiere, innanzitutto avrei dovuto fare i conti, a distanza di anni, con la mia storia.

Vissi a lungo nel mio “MONDO ORDINARIO”, dove ogni cosa procedeva a ritmo cadenzato e prevedibile, per come l’avevo io stessa concepito nel progettare il mio futuro, addirittura forse sin dalla nascita: lo studio, il lavoro, sposarsi per costruire a mia volta una famiglia, la casa di proprietà, le relazioni sociali e amicali secondo una linea solida di appartenenza al mio stesso mondo ordinario, fatto di riti e consuetudini prestabiliti da regole tramandate.

Poi, avvenne qualcosa che spezzò l’equilibrio, una serie di eventi catastrofici che mi trascinarono dinanzi a una soglia: i punti di riferimento, professione, famiglia, relazioni, scogli rocciosi su cui mi sentivo al sicuro, crollarono e mi ritrovai sola, ad affrontare dentro di me un mare in tempesta, fino a precipitare in una “CAVERNA OSCURA” da cui emerse la mia fragilità. In quel luogo senza aria e luce rividi me stessa bambina, una creatura afflitta dal male di vivere e le paure tornarono a dominarmi, sopraffatta ogni giorno dal demone della morte che mi sfidava e mi trascinava in quell’oscurità dove nulla sembrava più avere un senso per me.

La chiamarono depressione e ci dovetti convivere per cinque anni, un “MONDO STRAORDINARIO” che all’inizio rifiutai con tutte le mie forze e dove i miei nemici non erano all’esterno, ma abitavano la mia anima, costringendomi a una continua lotta intestina per sopravvivere alla voglia di morire. Affrontai continue cadute a terra che mi stravolsero la quotidianità disegnata fino a quel momento, prigioniera in quella “terra di mezzo” dove non ero più la donna di ieri, ma ancora non esisteva la donna che cercavo disperatamente dentro di me.

Ma in questo mondo straordinario, a me sconosciuto, mi resi conto che non ero sola ad attraversarlo, alleati silenti, ma vigili, mi accompagnavano in questa avventura che si chiama Vita. Era una vita però che non aveva regole precostituite perché era solo la mia, mi apparteneva e la vivevo, passo dopo passo, su una strada di ricerca interiore in cui mi riscoprivo ogni giorno diversa, con uno sguardo rinnovato sulle cose e le persone intorno a me.

Alla fine, si torna a casa, al mondo ordinario, ma niente sarà mai più come prima.

La donna che ero stata cessa di esistere e muore in quella caverna oscura, per rinascere a una nuova consapevolezza di sé.

Ma cosa ho portato a casa?

Il “PREMIO” più importante, quel dono che mi portavo da sempre nel cuore e che viveva nei miei sogni dimenticati: essere una NARRATRICE DI STORIE.

Alla fine, attraverso la “CATARSI”, con cui ho riportato alla superficie un materiale emozionale di esperienze, quel dolore l’ho trasformato, durante la lotta, in un “ELISIR” che mi ha reso una donna migliore e che, nel servizio agli altri attraverso la scrittura, possa essere di giovamento ad altre persone.

Finalmente oggi sorrido e guardo avanti, verso la direzione scelta per me, secondo la visione autentica della donna che sono, ripartorita in quella caverna oscura dove ho rischiato di morire e di non poter più tornare indietro nel mio mondo.

Il viaggio dell’eroe è, quindi, quell’insieme di passaggi, che sin dall’antichità, hanno condotto l’essere umano verso il CAMBIAMENTO, l’evoluzione spirituale che accende una luce sulla quotidianità, quando troviamo in noi, umanità perduta, il coraggio di attraversarlo quel dolore che ti spezza in due e ti toglie il respiro.

Ed ecco perché oggi sono diventata una narratrice di storie, per essere voce letteraria per chi è tornato a casa o per chi ancora non ha trovato la risposta a quel “perché”, al senso del suo esistere, codificato nei giorni vissuti finora.

RACCONTA LA TUA STORIA, E INIZIA UN NUOVO VIAGGIO VERSO IL FUTURO

La conclusione a questo mio articolo, la voglio definire insieme a te attraverso una riflessione: possiamo noi scrivere un’autobiografia futura?

Non è così assurdo, perché ogni volta noi riprendiamo in mano la linea della vita e la ripercorriamo a ritroso, scopriremo come la visione più autentica di chi siamo noi oggi e di cosa vorremo costruire per il nostro domani, liberi da condizionamenti e pregiudizi, è già scritta in quella storia.

Pertanto, recuperare il nostro bagaglio di esperienze, dolori, emozioni, persone che sono stati compagni per un pezzo di strada, significa trascrivere da una prospettiva nuova e più consapevole la verità di noi, lasciando andare con amore il nostro ieri, così da poter dirigere i nostri passi nella direzione giusta per la nostra vita.

Ma come la scriviamo un’autobiografia?

La narrazione di sé non ha le stesse regole codificate come per la scrittura di un racconto o di un romanzo, che pur è bene sapere, ma risponde a un’esigenza più profonda: capire chi sono stato per conoscere la persona che sono oggi e vorrò essere domani.

È cura, è consapevolezza di sé, non è una storia che si scrive su un quaderno o una pagina di word seguendo un semplice ordine cronologico dei fatti. Anzi, la cronologia cambia prospettiva, se si seguono i meandri di quelle ferite tracciate sulla nostra anima e che spesso hanno definito le nostre scelte, così che la nostra vita inizia in un momento storico diverso dal giorno di nascita, inizia cioè quando siamo rinati dalle ceneri del nostro dolore.

L’autobiografia è un percorso di crescita che, se vorrai, dal quest’anno potremo vivere insieme attraverso degli incontri formativi per aiutarti a tirarla fuori di te la tua storia. In pratica, ti mostrerò i passaggi del tuo “viaggio dell’eroe”, così che avrai uno strumento di lavoro con cui potrai in autonomia ripercorrere memorie vissute, scrivere delle tue esperienze e di quanto importante e straordinaria per te è stata la tua storia.

O se quelle parole ti muoiono in gola e non trovi in te la forza di tracciarle sulla pagina bianca, la scriveremo insieme, sarò io stessa l’ombra della tua storia e tradurrò la tua voce perché tu possa raccontarla a te stesso, prima ancora che al mondo.

Racconta la tua storia, scrivila o affidala a un ghostwriter come me, ma ti invito a non pensare subito a un libro da pubblicare, perché è troppo preziosa la tua vita: è fondamentale prima rivivere dentro di te la tua autobiografia e accoglierla come un dono, anche se il dolore ancora non ti abbandona e quelle ferite di ieri fanno un male cane.

In conclusione, respirala la tua storia!

Ma prima di affidare al vento le tracce della tua memoria e iniziare un viaggio verso il futuro, fermati e mettiti in ascolto di cosa ti muove dentro, senza più fuggire da ciò che non è possibile dimenticare, per offrire alla tua storia una voce narrante ricca di colori e sfumature, perché è lì, dove il cuore ti conduce, che affondano le radici della felicità.

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